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PLURIVERSO DI GENERE 3 - rappresentazioni della differenza

I professionisti dell’educazione sono chiamati a “realizzare progetti di educazione di genere che sappiano essere rispettosi dell’antinomia identità-differenza costitutiva di ogni soggetto, che sappiano parlare linguaggi plurali, e che promuovano consapevolezza e spirito critico…” S. Leonelli, “La Pedagogia di Genere in Italia: dall’uguaglianza alla complessificazione”, in «Ricerche di Pedagogia e Didattica», vol. 6, n. 1, 2011 -

pluriverso di genere 3Il corpo docente, così come gli stessi formatori, sono soggetti che vivono in un contesto socio-culturale che, ad oggi, continua ad essere caratterizzato da profonde disuguaglianze. Stereotipi e pregiudizi contribuiscono ad alimentare quel processo mediante il quale la differenza (di genere, di orientamento sessuale, etnica e religiosa...) si traduce in disparità sul piano dei diritti e, non di rado, in forme di discriminazione e violenza contro quelle che vengono definite come “minoranze”.
La costruzione dell’identità è profondamente plasmata dalle esperienze personali di ognuno/a, così come dall’ambiente circostante e dalle principali agenzie di socializzazione (famiglia, scuola, gruppo dei pari, etc).
In questo processo, i mass media non facilitano la decodifica di simboli e messaggi e - soprattutto in ambito commerciale, pervasivi ed occulti - invitando a trattare le differenze all'interno di proposte “rigide”, per quanto riguarda la libertà di essere se stessi/e.
Chi lavora nel campo educativo può attrezzarsi con strumenti che permettono di riconoscere gli stereotipi (e le generalizzazioni che da essi derivano) che agiscono in classe e nei rapporti interpersonali quotidiani, attivandosi con consapevolezza, con responsabilità ed a partire da se.
PER INFORMAZIONI INVIA EMAIL: pluriverso@femminilemaschileplurale.it
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La presente proposta di formazione ha un complessivo monte ore di 20, articolato secondo tre fasi:

In questa terza edizione di “Pluriverso di genere 3” si è voluto focalizzarsi sulle rappresentazioni visive:
- proponendo metodologie alternative per la progettazione ed implementazione di percorsi didattici centrati sull'immagine;
- strumenti per la valorizzazione dell’insegnante come facilitatore centrati sulla discussione e confronto, all'interno di un clima positivo di relazioni interpersonali;

Coinvolgimento del personale docente in attività di progettazione e realizzazione di percorsi didattici nelle classi; il team di progetto accompagnerà e supervisionerà il lavoro in classe del personale docente con momenti di osservazione, favorendo occasioni di confronto;

Il percorso confluirà e si concluderà con forme di restituzione dell’esperienza formativa e didattica realizzata nelle classi dei diversi ordini di scuola, divenendo anche punto di riferimento per la condivisione di quanto è stato realizzato da altri soggetti del territorio.

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Il progetto vede la collaborazione con le associazioni Psicologia Urbana e Creativa e Lucertola Ludens, nonchè Assessorato alle culture e politiche di genere, Unità Pedagogica Assessorato Pubblica istruzione e infanzia, CSGE-Dipartimento di Scienze dell'Educazione BO